Di recente mi è capitato il caso di una emittente radiofonica che mi ha contattata per legittimare quella che poteva sembrare una manifestazione esclusa dalla normativa sui concorsi a premi.
La radio in questione, essendo piuttosto nota, aveva già un bel portfolio di giochi regolarmente organizzati senza passare dal Ministero dello Sviluppo Economico, dato che questi avevano rispettato in pieno tutti gli adempimenti relativi all’esclusione dalle pratiche concorsuali.
Nell’esaminare il caso propostomi, tuttavia, mi si è immediatamente accesa la solita lampadina, o meglio, mi ha lampeggiato in testa la frase che mi disse moltissimi anni fa un funzionario Mise e che è, ormai, il mio mantra: “Attenzione! Tutto ciò che serve per promozionare prodotti, marchi, ditte, insegne e che chiama in causa la fortuna rientra, salvo poche eccezioni, nel grande contenitore dei concorsi a premi.”
Il progetto sottopostomi era perfettamente in case con la suddetta affermazione.
Nessun problema! Abbiamo fatto un buon brainstorming con la radio e abbiamo creato un progetto a prova di normativa da proporre all’azienda che voleva farsi conoscere tramite l’emittente.
L’azienda ha sposato il progetto e abbiamo dato il via ai lavori, presentando una pratica immediatamente protocollata (quindi approvata!) dal Mise.
Ma, cosa ci dice la normativa in merito ai concorsi radiofonici?
Ci dice che, per considerare la manifestazione esclusa occorre che sussistano i seguenti parametri:
- La trasmissione deve essere in diretta.
- Non si possono promuovere prodotti o servizi di altre imprese.
- Il concorrente deve partecipare durante la trasmissione e/o l’evento live.
- l’iniziativa deve essere rivolta sia agli spettatori eventualmente presenti nel luogo dell’evento che ad ascoltatori che possono intervenire telefonicamente, ad esempio durante una trasmissione in diretta.
- Deve esistere il criterio di spettacolarità.
Queste poche e semplici righe mi sono utili per dirvi che, a volte, non affidarsi ad un esperto in materia di manifestazioni a premi può risultare, oltre che complesso, controproducente e fortemente antieconomico, dato che le sanzioni per manifestazioni vietate o irregolari arrivano anche a cifre a quattro zeri.
Le possibilità di esclusione dalla normativa sono tante, ma per ognuno occorre esaminare in maniera accurata la meccanica concorsuale, in quanto, non è raro imbattersi in un false friend, come nel caso appena proposto.
Io consiglio sempre di scegliere la competenza, anche per redigere un regolamento di manifestazione esclusa, in modo tale che nella stesura si possano toccare i punti corretti per vanificare qualsiasi ombra di dubbio, sia nei confronti del consumatore, al quale stiamo comunque facendo una promessa, che verso gli organi di controllo, che hanno il giusto ruolo di verificare ed eventualmente sanzionare.
La vostra esperta potrei essere io, volete che ne parliamo?!




